I Ponti di Nepi

I ponti, fin dall’antichità, hanno rappresentato una delle più grandi conquiste ingegneristiche dell’umanità, permettendo il superamento di ostacoli naturali come fiumi, valli e dirupi, facilitando così il commercio, la comunicazione e la mobilità delle popolazioni. Le prime forme di ponti erano realizzate con tronchi di legno e corde. Gli antichi romani furono tra i primi a costruire ponti di pietra, utilizzando tecniche innovative come l’arco a tutto sesto, che consentiva di distribuire il peso in modo efficace. Durante il Medioevo, l’arte della costruzione dei ponti progredì ulteriormente con l’uso della pietra e del legno. I ponti medievali erano spesso dotati di torri e strutture difensive. Successivamente i progressi nell’ingegneria e nell’architettura permisero la costruzione di ponti più elaborati e duraturi che ancora oggi possiamo ammirare ed utilizzare. Nepi, grazie alla sua posizione strategica su numerose vie di comunicazione importanti come la Via Cassia e la Via Amerina, costruita dai Romani nel 241 a.C., ha una ricca tradizione di infrastrutture stradali. Situata in un territorio caratterizzato dalla presenza di numerosi torrenti e grandi valli, la città vantava un elevato numero di ponti, fondamentali per facilitare il transito e collegare le diverse parti della regione. Questi ponti non solo permettevano il passaggio attraverso i corsi d’acqua e le valli, ma erano anche esempi di ingegneria romana, progettati per durare nel tempo e per sostenere il traffico intenso delle principali arterie stradali dell’epoca. La loro costruzione in tufo e altri materiali locali ha contribuito alla loro longevità e al loro perfetto inserimento nel paesaggio circostante. In sintesi, Nepi, grazie alla sua posizione su importanti vie di comunicazione e alla sua conformazione geografica, ha sviluppato una rete di ponti che sono diventati una parte fondamentale del suo patrimonio storico e culturale.

Fosso di San Benedetto

  • Ponte nuovo di Nepi, è uno dei ponti più noti di Nepi. Prima documentazione esistente 1885, approvazione lavori 1895, è costituito da due arcate in tufo. Il ponte è attaccato alle mura Farnesiane ed introduce al centro storico della città di Nepi.

   
Realizzazione terzo arco nel 2024

  • Ponte di san Benedetto, anche questo è uno dei ponti più noti di Nepi ed è anche il Ponte di ingresso a Nepi, per chi proviene dalla cassia. Costituito da due arcate in tufo, il ponte è costruito nel punto in cui il fosso san Benedetto viene interrato per poi ricomparire accanto alle mura Fanesiane.

  • Ponte del Parco di Nepi, è situato sul fosso di San Benedetto all’inizio di via della selciatella, all’angolo delle mura Farnesiane sotto il parco Martiri delle Foibe, di struttura moderna in cemento.

  • Ponte di Cavaterra, situato sul fosso di San Benedetto all’entrata di Porta Nica su Piazza dei Bersaglieri, nella località di Cavaterra, è un ponte di notevole interesse storico e architettonico. Questo ponte ha subito diverse modifiche strutturali nel corso dei secoli, riflettendo le esigenze e le tecniche costruttive di ogni epoca.
    Oggi, il ponte presenta due archi distinti:
    1. Arco moderno: Costruito in cemento, questo arco è l’attuale canale principale attraverso cui passa l’acqua del torrente. È una struttura contemporanea che garantisce la funzionalità del ponte per il traffico e il passaggio delle acque.
    2. Arco antico: Questo arco è più vecchio e durante le piene del torrente, l’acqua passa anche attraverso di esso. La sua presenza testimonia la lunga storia del ponte e il suo adattamento nel tempo alle necessità idrauliche e difensive.
    In epoca antica, il Ponte di Cavaterra aveva una funzione difensiva fondamentale. Era costituito da un ponte elevatoio che faceva parte del sistema di difesa della città di Nepi. Questo tipo di ponte poteva essere alzato per impedire l’accesso nemico, proteggendo efficacemente l’ingresso della città attraverso Porta Nica.
    La trasformazione da ponte elevatoio a struttura fissa con archi in muratura e poi in cemento riflette l’evoluzione delle tecnologie costruttive e delle esigenze urbanistiche. Oggi, il Ponte di Cavaterra non solo serve come infrastruttura funzionale per il passaggio di persone, ma è anche un importante patrimonio storico che racconta la storia di Nepi e delle sue fortificazioni.

  • Ponte Repuzzolo, è situato sulla deviazione del fosso di San Benedetto per portare l’acqua ai mulini di Nepi all’uscita di porta Nica, in località Cavaterra.

  • Ponte di Porta Borgiana o Porta Angelica, è una struttura storica situata all’entrata di Porta Angelica a Nepi. Questo ponte non era costruito sopra un corso d’acqua, ma sopra un piccolo vallo che fungeva da difesa. Il vallo asciutto, insieme al ponte levatoio, era un elemento strategico che impediva l’accesso diretto quando il ponte era alzato, rafforzando la sicurezza della porta, come era tipico delle fortificazioni medievali. Nel corso del tempo, il ponte ha subito numerosi interventi di restauro e rinforzo per garantirne la stabilità e preservarne il valore storico. Le immagini attuali mostrano chiaramente che la parte inferiore del ponte è stata completamente ricostruita in tufo, una pietra vulcanica comune nella regione del Lazio. Il tufo è stato ampiamente utilizzato nelle costruzioni storiche per la sua disponibilità e facilità di lavorazione, e il suo impiego nel restauro del ponte ha permesso di mantenere l’aspetto autentico della struttura.

   

  • Ponte di Porta Romana, , situato sul fosso di San Benedetto all’entrata di Porta Romana a Nepi, è una struttura storica che fa parte delle fortificazioni farnesiane progettate da Antonio da Sangallo il Giovane. In passato, questo ponte era costituito da un ponte elevatoio, un elemento cruciale per la difesa della città. Il ponte elevatoio poteva essere sollevato per impedire l’accesso agli invasori, rappresentando una soluzione ingegnosa per il controllo e la protezione della città. Oggi, il ponte è interamente realizzato in tufo, una pietra vulcanica tipica della regione del Lazio. Il tufo è noto per la sua resistenza e facilità di lavorazione, caratteristiche che lo hanno reso un materiale ideale per le costruzioni storiche della zona. Il Ponte di Porta Romana, ora in tufo, continua a fungere da passaggio per la vecchia porta romana, mantenendo la sua funzione di collegamento e il suo valore storico. L’importanza del Ponte di Porta Romana va oltre la sua funzione pratica. Esso rappresenta una testimonianza significativa dell’architettura difensiva rinascimentale. Le fortificazioni farnesiane, opera di Antonio da Sangallo il Giovane, sono un esempio delle avanzate tecniche costruttive e delle strategie militari dell’epoca. Sangallo era rinomato per la sua abilità nell’ingegneria militare e per l’uso innovativo dei materiali da costruzione.

  • Ponte Procciaga, è situato sul fosso di San Benedetto sulla strada che porta a Ronciglione dopo le quattro strade.

Fosso del Cerro

  • Ponte Tavola della Bottata, era una struttura storica situata sul fosso del Cerro, nella località della Bottata a Nepi. Questo ponte era caratterizzato dall’uso di tavole di legno e pietra di tufo, materiali tipici della regione. Accanto al ponte, si ergevano le imponenti arcate dell’acquedotto di Nepi, creando un paesaggio di grande suggestione storica e architettonica.
    Questo sito era particolarmente noto non solo per la sua importanza storica, ma anche per essere stato scelto come location per diversi film girati a Nepi. Tra questi, spicca “L’armata Brancaleone”, una celebre pellicola italiana che ha contribuito a rendere il ponte e i suoi dintorni famosi nel panorama cinematografico. Nonostante il suo passato di rilievo, il Ponte della Bottata non esiste più oggi. La sua assenza lascia un vuoto nel paesaggio storico di Nepi, ma il suo ricordo vive attraverso i film e le testimonianze storiche che ne raccontano la storia. Le arcate dell’acquedotto, che ancora si ergono accanto al sito dove un tempo si trovava il ponte, continuano a evocare l’importanza di questo luogo nella memoria collettiva e nella storia architettonica della regione. La perdita del Ponte della Bottata rappresenta un pezzo di storia che non possiamo più vedere fisicamente, ma che continua a vivere attraverso le immagini cinematografiche e i racconti storici. Questo ponte, un tempo crocevia di vita e scenari artistici, rimane un simbolo della ricca eredità culturale e storica di Nepi.




    Ad oggi il ponte è stato intubato sotto la sede stradale.
  • Ponte della Bottata o della Callaretta, è uno dei ponti più antichi di Nepi. È situato sul fosso del Cerro o rio Falisco, in località La Bottata. Questo ponte è particolarmente famoso per le sue cinque arcate in tufo, un tipo di roccia vulcanica ampiamente utilizzata nella zona per la costruzione di edifici e infrastrutture storiche. Il ponte si trova sopra la suggestiva cascata della Callaretta, aggiungendo un elemento naturale di grande bellezza al suo contesto storico. Grazie alla sua posizione e alla sua architettura, il Ponte della Bottata è stato un soggetto popolare tra molti artisti nel corso dei secoli, che lo hanno rappresentato nelle loro opere, contribuendo a renderlo un’icona della città di Nepi.

 

  • Ponte di Porta Falisca, , è una struttura storica situata sopra Porta Falisca, uno degli accessi principali al centro storico di Nepi attraverso le mura Farnesiane. Questo ponte faceva parte della fortificazione farnesiana, realizzata dal celebre architetto Antonio da Sangallo il Giovane su commissione di Pier Luigi Farnese, un membro della potente famiglia Farnese. Porta Falisca, insieme al ponte sovrastante, non era costruita sopra un corso d’acqua, ma sopra la via Amerina, un’importante strada romana che attraversava la regione. Questa configurazione sottolinea l’importanza strategica della porta e del ponte, che non solo servivano come punti di difesa, ma anche come collegamenti cruciali per il traffico e il commercio lungo la via Amerina. La fortificazione farnesiana, di cui il Ponte di Porta Falisca era parte integrante, rappresenta un esempio significativo dell’architettura militare rinascimentale. Antonio da Sangallo il Giovane, noto per la sua maestria nell’ingegneria militare, impiegò tecniche avanzate e materiali robusti per garantire la durabilità e l’efficacia delle strutture difensive.

Fosso Rio Maggiore

  • Ponte di Rio Maggiore, situato sul fosso di Rio Maggiore, all’interno dell’area archeologica di Tre ponti e Cavo degli Zucchi, in località Tre Ponti, sulla via Amerina. Il ponte non solo serviva come infrastruttura vitale per il trasporto, ma oggi rappresenta una testimonianza tangibile dell’antico passato romano. La Via Amerina, su cui è situato, era una strada consolare che facilitava il movimento delle legioni, il commercio e le comunicazioni nell’Impero Romano. Il monumento, databile tra la fine del II e la fine del I secolo a.C., è stato costruito utilizzando blocchi squadrati di tufo locale, posizionati in filari alternati “di testa” e “di taglio” senza l’uso di malte leganti, perni o grappe metalliche. Questa tecnica costruttiva è comparabile a quella utilizzata per il vicino ponte sul Fosso dei Tre Ponti. Il settore centrale del ponte, che comprendeva un unico fornice e la parte superiore originariamente occupata dai parapetti e dalla pavimentazione della Via Amerina, è completamente crollato. La spalletta nord è meglio conservata grazie a un cospicuo interro che l’ha protetta. Il prospetto di facciata a sud-est, ancora visibile, è caratterizzato da massicci contrafforti e una apertura rettangolare, ormai non più praticabile, chiamata “occhio di ponte”. Su questa facciata, si notano anche tamponature in conglomerato cementizio, che indicano interventi di restauro effettuati in epoche passate.

 

  • Ponte Romano Tre Ponti, situato all’interno dell’area archeologica di Tre Ponti sul fosso dei Tre Ponti, lungo la storica Via Amerina, rappresenta uno degli esempi più affascinanti di ingegneria romana nella regione di Nepi. Il Ponte Romano Tre Ponti è parte integrante di un complesso sistema di infrastrutture costruito dai romani per facilitare il trasporto e le comunicazioni lungo la Via Amerina, una delle principali vie di collegamento tra Roma e l’Etruria. Il ponte è costruito in pietra locale, utilizzando tecniche avanzate per l’epoca, come l’uso dell’arco a tutto sesto per distribuire il peso in modo efficace. La struttura del ponte, con le sue arcate robuste e l’uso di blocchi di tufo e pietra calcarea, mostra l’abilità ingegneristica dei romani. Il ponte, come suggerisce il nome “Tre Ponti”, è parte di un sistema di ponti, destinato a garantire la continuità del percorso attraverso una zona caratterizzata da corsi d’acqua e terreni irregolari. È il meglio conservato tra i ponti della Via Amerina, con un nucleo costituito da conglomerato cementizio e un rivestimento in opera quadrata a leggero bugnato. I blocchi di tufo locale sono disposti “di testa” e “di taglio” su filari alternati senza l’uso di malte leganti, perni o grappe metalliche. Sui robusti prospetti di facciata, rinforzati da quattro coppie di contrafforti, si apre un unico fornice con una ghiera composta da conci di tufo sagomati. Per conferire maggiore robustezza alla struttura, i contrafforti più interni sono collegati all’imposta della volta mediante una fila di blocchi sporgenti, che durante la costruzione sostenevano anche l’armatura in legno (centina) su cui poggiava la volta. I parapetti e il lastricato stradale sono andati perduti, sebbene quest’ultimo sia parzialmente conservato presso l’imbocco della tagliata viaria a sud del ponte. Il monumento non sembra aver subito interventi di restauro o rifacimenti successivi alla sua costruzione, databile intorno alla fine del II secolo a.C. o, al più tardi, in età augustea.

 

Fosso di Rio Vicano

Il Fosso di Rio Vicano ha origine dai Monti Cimini, una catena montuosa di origine vulcanica. Defluisce dal Lago di Vico attraverso un tunnel realizzato dagli Etruschi, una delle antiche civiltà che abitavano la regione del Lazio prima della dominazione romana. Gli Etruschi, noti per le loro avanzate conoscenze ingegneristiche e idrauliche, costruirono il tunnel per regolare il livello delle acque del Lago di Vico, evitando così inondazioni e consentendo un utilizzo controllato delle risorse idriche. Anche se furono gli Etruschi a realizzare il tunnel, i Romani successivamente ne riconobbero l’importanza e lo mantennero in funzione, integrandolo nel loro avanzato sistema di gestione delle acque. Scorre attraverso diverse località, inclusa la città di Nepi, prima di confluire in altri corsi d’acqua maggiori. Il flusso del Rio Vicano può variare considerevolmente tra le stagioni. È soggetto a piene durante i periodi di pioggia intensa, che possono aumentare il volume d’acqua e la velocità del flusso. Storicamente, il Rio Vicano ha avuto un ruolo cruciale nell’economia locale, fornendo acqua per l’irrigazione agricola, l’uso domestico e, in alcune epoche, anche per azionare mulini ad acqua. Come il Fosso di San Benedetto, anche il Rio Vicano ha avuto importanza strategica nella difesa delle città attraversate, compresa Nepi. I corsi d’acqua fungevano da barriere naturali e risorse vitali per le popolazioni locali. Il Rio Vicano, come molti corsi d’acqua della regione, ospita una varietà di flora e fauna tipiche degli ecosistemi fluviali del Lazio. La qualità dell’acqua e la biodiversità possono essere influenzate dalle attività umane, come l’agricoltura e l’urbanizzazione.

  • Ponte di Campo Maggiore, sul fosso di Rio Vicano, sulla strada che da trenta miglia porta a Caprarola, in località Campo Maggiore.

  • Ponte di XXX Miglia, è situato su un affluente del fosso di Rio Vicano, sulla strada che da trenta miglia porta a Caprarola, in località Campo Maggiore.

  • Ponte della Tenuta Pasciuta, situato sul Fosso di Rio Vicano, all’interno della Tenuta Pasciuta, vicino a via del Petagneto.

  • Ponte Cencelli, situato sulla strada per Civita Castellana, sul Fosso di Rio Vicano.

  • Ponte di Campo dell’Oca, situato sul fosso di rio Vicano, in località Campo dell’Oca.

  • Ponte di Rio Vicano, situato sul fosso di rio Vicano, sulla strada di Rio Vicano.

  • Ponte di San Paolo, ponte in legno situato sul fosso di rio Vicano, sulla via Amerina in località san Paolo.

Fosso Pontone, si unisce al Rio Secco e formano il fosso di Fontana Cupola

  • Ponte Cavagliere, situato nella Riserva del pino vicino trenta miglia.

  • Ponte Monte del Tufo, è situato all’altezza del distributore trenta miglia, sul fosso Pontone, sulla strada SS2 direzione Ronciglione.

Rio Secco si unisce al fosso Pontone e formano il fosso di Fontana Cupola, che poi diventa Fosso del Cerro

  • Ponte di Grassano, situato sul fosso di Rio Secco, sulla strada per Ronciglione.

Fosso di Fontana Cupola

  • Ponte di Fontana Cupola, è situato sulla strada sterrata di fontana cupola. Il vecchio ponte a tavole è stato sostituito da uno di ferro e cemento.

Fosso delle Solfatare, che poi diventa Fosso della Cisternetta, che poi diventa Fosso della Massa

  • Ponte del Diavolo, situato sul fosso delle Solfatare nei pressi di Nepi, lungo la strada che conduce a Sutri dopo il crocevia delle Quattro Strade, è una struttura affascinante sia per la sua storia che per la sua architettura. Realizzato principalmente in tufo, un materiale tipico della regione, il Ponte del Diavolo è un esempio significativo di ingegneria storica. Il ponte ha attraversato numerose ristrutturazioni nel corso dei secoli, adattandosi ai cambiamenti e alle necessità delle diverse epoche. Una delle caratteristiche più interessanti del ponte è la presenza di uno stemma del periodo fascista sull’arcata, indicativo di una delle ristrutturazioni avvenute durante il ventennio fascista. Questo stemma non solo segna un’epoca storica specifica, ma anche l’impegno delle autorità di quel tempo nella manutenzione e nel miglioramento delle infrastrutture locali.


  • Ponte di Colle Farnese, è situato sul fosso delle solfatare.

  • Ponte Presso o della Cisternetta, situato sul fosso della Cisternetta in via dell’umiltà.

  • Ponte della Massa, situato sul fosso della massa, sulla strada del Cardinale che porta ai Cavoni e alle cascate di Nepi.

   

  • Vecchio Ponte della Massa, situato sul fosso della massa vicino alla strada del Cardinale. Ad oggi distrutto, in epoche remote serviva come secondo attraversamento.


Fosso di Grottabella, che poi diventa Fosso dell’Isola

  • Ponte Minchione, situato sul fosso di Grottabella, all’altezza della curva del Casotto. Il ponte ha attraversato numerose ristrutturazioni nel corso dei secoli, mantenendo la sua funzione di collegamento tra diverse parti del territorio.


  • Ponte dell’Isola Conversina, , situato sulla via Amerina nelle vicinanze dell’Isola Conversina e sul fosso dell’Isola a Nepi, è una struttura di grande importanza storica. Costruito in epoca romana, questo ponte faceva parte di una delle principali vie di comunicazione dell’antichità, utilizzate per collegare Roma con l’Etruria. La via Amerina era fondamentale per il traffico e il commercio, rendendo il ponte un punto cruciale per gli spostamenti nell’antica Roma. La struttura originale del ponte era realizzata con tufo locale, una pietra vulcanica tipica della regione del Lazio, che veniva ampiamente utilizzata per la sua disponibilità e resistenza. Il tufo conferiva al ponte robustezza e durabilità, caratteristiche essenziali per una costruzione che doveva sopportare il passaggio continuo di persone, animali e merci. Oggi, il Ponte di Porta Falisca è in rovina, ma i suoi resti possono ancora essere intravisti tra la vegetazione che lo circonda. Questi frammenti sono una testimonianza silenziosa della sua antica maestosità e della sua funzione vitale nella rete viaria romana. Nonostante il degrado, il ponte continua a evocare il suo passato glorioso e la sua importanza storica come collegamento tra Roma e l’Etruria. Il sito del ponte, con i suoi resti immersi nella natura, offre un affascinante scorcio sulla storia romana e sulla capacità ingegneristica degli antichi costruttori. Ogni frammento di tufo rimasto racconta una storia di viaggi, commercio e strategia militare, ricordando l’epoca in cui Nepi era un nodo cruciale della viabilità romana.

Fosso del Fossitello

  • Ponte Baullo, è situato sulla strada per Civita Castellana e posto su un piccolo affluente, che si unisce al fosso di Grottabella e che forma il fosso dell’isola.

Fosso Valdiano, si unisce al fosso ella Palombara e poi a quello dei Pianetti e formano il fosso del Cerreto

  • Ponte San Martino, è situato sul fosso di Valdiano, sulla strada SS2 vicino al Campo di Golf.

  • Ponte Valdiano, sul fosso di Valdiano, all’entrata del Centro Residenziale Lidia.

Fosso dei Pianetti, si unisce al fosso Valdiano e formano il fosso del Cerreto (Formato anche dal fosso della Stanga, dal fosso del Graciolo e dal fosso di Ronci)

  • Ponte Nepesino, situato sul fosso del Cerreto in località Graciolo, è una struttura storica fuori dal centro di Nepi. Si trova su via dell’Umiltà, all’incrocio delle terme dell’acqua di Nepi, un tempo frequentate dalla famiglia romana dei Gracchi, come dimostrano le antiche strutture rinvenute nei dintorni. Questo ponte, costruito in epoca romana sulla via Amerina, era parte di una delle principali vie di comunicazione dell’antichità, che collegava Roma con l’Etruria. Il Ponte Nepesino rappresenta un esempio straordinario dell’abilità ingegneristica dei Romani. La sua struttura originale, realizzata con pietra locale, dimostra come gli antichi Romani sapessero utilizzare i materiali naturali disponibili per costruire infrastrutture durevoli e funzionali. La pietra locale non solo conferiva robustezza al ponte, ma lo integrava armoniosamente con il paesaggio circostante. La via Amerina era una delle arterie principali dell’antichità, essenziale per il traffico e il commercio tra Roma e l’Etruria. Il Ponte Nepesino, essendo parte di questa via, giocava un ruolo cruciale nel facilitare il movimento di persone e merci. La posizione del ponte, vicino alle terme dell’acqua di Nepi, aggiunge un ulteriore livello di importanza storica, poiché queste terme erano un luogo di ritrovo e cura per la famiglia dei Gracchi e altri Romani illustri. Oggi, il Ponte Nepesino continua a essere un testimone silenzioso della sua epoca. Sebbene non sia più in uso, la sua presenza racconta storie di antichi viaggiatori, commercianti e famiglie romane che percorrevano la via Amerina. I resti del ponte, immersi nel paesaggio naturale, offrono un affascinante scorcio sulla capacità dei Romani di costruire strutture che durano nel tempo.

 

  • Ponte Nepesino Nuovo, situato fuori dal centro storico di Nepi, su via dell’Umiltà all’incrocio delle terme di Nepi. Questo ponte, costruito in epoca romana sulla via Amerina, faceva parte di una delle principali vie di comunicazione dell’antichità, utilizzata per collegare Roma con l’Etruria. La struttura originale del ponte, realizzata con pietra locale, mostra l’abilità dei romani nell’utilizzo di materiali naturali per costruire infrastrutture durevoli.

  • Ponte del Castellaccio, situato sul fosso di Pianetti, su via dell’Umiltà vicino al castello di ponte Nepesino, all’inizio di via Castellaccio.

 

Fosso della Stanga, si unisce al fosso Valdiano e formano il fosso del Cerreto (Formato anche dal di Pianetti, il fosso del Graciolo e dal fosso di Ronci)

  • Ponte Panato, è situato sul fosso della Stanga, sulla strada SS2 tra la rotonda per Nepi ed il Campo di Golf.

Fosso di Capo di Rio

  • Ponte di Ronci, sulla strada che da Ronci porta a Monte Gelato.

Fosso di monte Olmo, che poi diventa Fosso del Fontanile

  • Ponte del fontanile a Settevene, è situato sul fosso del fontanile a Settevene sulla strada SS2 Cassia, il vecchio ponte è stato sostituito e intubato sotto la SS2.

  • Ponte di Settevene, è situato sul fosso di Settevene sulla strada SS2 Cassia, il vecchio ponte è stato sostituito e intubato sotto la SS2.

  • Ponte di valle Romano sulla via Amerina a Settevene, è situato sul fosso di Settevene sulla vecchia via Amerina.

  • Ponte di Valle Romano, situato all’incrocio del fosso del fontanile con il fosso di Settevene che diventano il fosso del Pavone, in località pian delle Rose, su via mazzanese.

Fosso Pasci Bovi

  • Ponte Mortale, è situato sulla strada SS2 Vigne Nuove, il vecchio ponte è stato sostituito e intubato sotto la SS2, vicino al ponte esisteva un fontanile.

 

  • Ponte Passerella, è situato sulla strada SS2 Vigne Nuove, il vecchio ponte è stato sostituito e intubato sotto la SS2.

 

  • Ponte su via dell’Umiltà, situato nella contrada Pasci Bovi.

  • Ponte Romano Pasci Bovi, situato sul fosso Pasci Bovi, vicino alla valle Coaro, sulla via Amerina, un’antica strada romana. Questo ponte rappresenta un esempio significativo di ingegneria stradale risalente al periodo medievale, costruita sui resti di un precedente ponte di origine romana. Questo ponte, situato sopra il torrente omonimo, presenta una caratteristica struttura a “schiena d’asino”, tipica dell’epoca medievale, che testimonia l’importanza e l’uso continuativo della strada ben oltre il periodo romano. Il piano di calpestio del ponte è composto da blocchi di basalto, probabilmente riutilizzati dal ponte romano preesistente. La struttura ha una sola arcata, e alla base dell’arco sono ancora visibili tre fori su ogni lato, utilizzati per inserire i pali in legno che costituivano l’impalcatura durante la costruzione. Questi elementi architettonici evidenziano le tecniche di costruzione impiegate e la maestria degli ingegneri medievali. Preservare questo ponte significa mantenere viva la memoria di un passato lontano e comprendere meglio le tecniche e le innovazioni che hanno permesso di realizzare queste strutture.

Fosso Stramazzo

  • Ponte Vallelarga di Grezzano, situato sul fosso Stramazzo in località Grezzano su via dei Poeti.

Ricerche effettuate da Pietro Palazzini

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